Psicologia ambientale

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Il rapporto uomo-ambiente

La psicologia ambientale è lo studio delle interrelazioni tra comportamento e ambiente costruito o naturale (Proshansky et al., 1970). Si occupa dell’analisi delle caratteristiche socio-fisiche dell’ambiente in relazione agli specifici processi psicologici implicati nel rapporto uomo/ambiente” (Bonnes, Secchiaroli, 1992).
Alla fine degli anni Cinquanta nasce un nuovo settore all’interno della psicologia che viene denominato negli Stati Uniti “environmental psychology”. Lo scopo di questa nuova branca della psicologia è quello di ordinare un complesso di conoscenze scientifiche sugli effetti psicologici determinati dagli ambienti fisici sul comportamento e sul benessere dell’individuo.
Nello studio dei processi psicologici implicati nella relazioni tra l’individuo e l’ambiente, si distingue tra: fenomeni/processi di comportamenti manifesti – rappresentati dal “comportamento spaziale”, come la territorialità, lo spazio personale e la privacy – e fenomeni/processi di comportamenti impliciti, come la “conoscenza ambientale”, l’emozione ambientale”, gli “atteggiamenti ambientali”.

Comportamenti dell’individuo e caratteristiche dell’ambiente

La prima dimensione, definita “comportamento spaziale” è considerata in relazione a tre variabili (Holahan, 1986):
1) spazio personale: è lo spazio immediatamente circostante alla persona, ha confini invisibili che permettono di regolare la distanza in funzione difensiva nei confronti di possibili intrusi (Sommer, 1969). La distanza interpersonale (Hall, 1959) è un fenomeno comunicativo che dà informazioni circa le caratteristiche qualitative di una interazione. Hall (ibidem) definisce diverse categorie di “spazi di distanza interpersonale” in relazione al tipo di relazione umana: intima, personale, sociale o pubblica (Hall, 1966). Ricerche più recenti hanno analizzato le variazione della distanza interpersonale in relazione a variabili come personalità, sesso ed età: la distanza interpersonale varia in relazione alle caratteristiche di personalità, cresce con l’aumento dell’età e tende a diminuire quando si interagisce con persone del sesso opposto (Gifford, 1982).

2) territorialità: il comportamento umano è influenzato dalla localizzazione fisico-geografica, che assumendo specifici significati per la persona, entra a far parte dell’identità delle persone e dei processi sociali. Il termine “territorio” designa un’area geografica che è in qualche modo personalizzata o contrassegnata e difesa dall’invadenza altrui (Sommer, 1969). Il“comportamento territoriale” è un meccanismo di autoregolazione dei confini tra sé e l’altro che implica demarcazione di luoghi o oggetti posseduti da una persona o da un gruppo. In base alle due principali caratteristiche di “centralità psicologica” e “durata dell’occupazione di un territorio” si possono distinguere 3 diversi tipi di territorio (Altman, 1975). Un primo tipo è quello che riveste un’importanza rilevante nella vita delle persone, come la propria casa, ed è detto primario. Ad esso si contrappone il territorio pubblico, come il posto occupato su un autobus, che ha una minore centralità psicologica, un’inferiore durata di occupazione ed è accessibile ad un numero elevato di persone. Tra i primi due si colloca il territorio secondario, che l’individuo condivide con un numero limitato di persone, come un’aula scolastica. Il territorio primario rappresenta una dimensione più intima rispetto a quello secondario e ancor più rispetto a quello pubblico.

3) privacy: è il controllo selettivo dell’accesso al sé e al proprio gruppo (Altman ibidem). La privacy è definita in relazione ai comportamenti attraverso cui le persone regolano la distanza interpersonale o definiscono lo spazio fisico-ambientale; in questo senso la privacy può essere intesa come un concetto ponte tra le nozioni di spazio personale e territorialità. La gestione del proprio spazio personale rappresenta dei messaggi attraverso i quali le persone comunicano la loro apertura/chiusura verso gli altri. La regolazione della privacy ha una natura dinamica ed è correlata ai contesti e alle circostanze sociali (Altman e Gauvain, 1981).

Bibliografia.

De Santis F. (2008) “Fattori conflittuali in contesti urbani” Tesi di Laurea. Facoltà di Psicologia, Università degli studi di Roma “LA SAPIENZA”.