Autismo ed empatia

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Un nuovo studio sull’autismo realizzato a Trieste per opera della Sissa in collaborazione con l’Università di Vienna e pubblicato su scientifics reports, smonta il luogo comune che etichetta la persona “autistica“come poco empatica e la descrive come fredda e distaccata.

La freddezza sarebbe legata all’alessitimia un tratto subclinico associato spesso all’autismo, le persone con alessitimia si mostrano fredde e incapaci di provare emozioni e di leggerle nei volti degli altri.

Nello studio di Trieste le persone autistiche in situazioni di “dilemma morale” hanno le stesse risposte empatiche delle persone normali.

Nello studio di Patil e Siloni e altri collaboratori, pazienti autistici con alto QI (quoziente intellettivo), venivano sottoposti a dei dilemmi morali, per esempio: una situazione in cui il protagonista dovrà salvare la vita a qualcuno, sacrificando quella di altri individui.

In certi casi una scelta dettata dall’aspetto razionale, prevede una decisione molto utilitaristica, mentre l’aspetto empatico impedisce alle persone di scegliere volontariamente di uccidere qualcuno.

Secondo i risultati dello studio il tratto alessitimico è legato alle scelte utilitaristiche razionali, mentre il tratto autistico invece a risposte empatiche.

Secondo Indrajeet Patil, ricercatore della Sissa la persona autistica di fronte a certe situazioni entra in forte stress, ed evita di compiere scelte dolorose.

Il tratto autistico è associato ad una risposta normale empatica verso gli altri, e ha una resistenza più elevata della media della popolazione nel compiere del male verso le altre persone.

di Fabio De Santis

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