Biografia di Albert Ellis

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Albert Ellis è stato uno psicologo statunitense considerato dopo Carl Rogers, il più importante psicoterapeuta del XX secolo, ed è considerato il precursore della moderna psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Albert Ellis ha creato la REBT ((Rational Emotive Behavior Therapy) basata sul metodo ABC, lo schema da lui delineato è articolato in questo modo:

a (avversità esperienze attivanti) situazioni giudicate sfavorevoli;

b (credenze) le idee, i ragionamenti che il soggetto sviluppa sull’esperienza denominata a;

c (conseguenze) emozioni, comportamenti, conseguenti alle credenze (b).

Da ragionamenti sani e congruenti, nasceranno comportamenti propositivi, invece da idee irrazionali, si svilupperanno comportamenti patologici.

Secondo Ellis sono quindi le nostre idee irrazionali che ci fanno star male, quindi la sua metodologia è contraddistinta nell’aiutare il paziente a riconoscere le proprie convinzioni irrazionali e, a modificarle con altre più razionali.

Ultimamente ho letto un libro molto interessante di Oliver Burkeman “la legge del contrario”, che vede in Ellis un continuatore del pensiero “stoico”; lo stoicismo è stata un filosofia nata in Grecia e sviluppatasi a Roma, che mette al centro il ruolo della ragione, che secondo i romani avrebbe portato alla tranquillità interiore, una calma che andava ricercata, non con l’elusione della situazione temuta, o con la ricerca di situazioni piacevoli, ma con l’affronto delle situazioni e le emozioni temute, e la successiva analisi di queste.

Il primo Stoico fu Zenone di Cizio, altri importanti stoici furono: Epitteto (lo schiavo di Nerone) Seneca, Marco Aurelio.

Ellis da piccolo era stato un bambino molto timido, con problematiche fisiche e renali che lo costringevano spesso a ricoveri ospedalieri, e i suoi genitori erano spesso assenti; solo con se stesso A. Ellis si dedicò alle letture di Lettere a Lucilio di Seneca.

Ellis per superare le sue paure a 18 anni cercò di vincere la timidezza, con un esperimento stoico: tutti i giorni per un mese si sarebbe accomodato su una panchina del parco e, se una donna si fosse seduta vicino a lui, avrebbe provato a intavolare una conversazione innocua.

Ellis racconta che su centotrenta donne, trenta si alzarono e andarono via, cento rimasero a parlare e solamente una di queste gli accordò un incontro per il giorno successivo, anche se poi “lei non si presentò”. Alcuni potrebbero vedere in questi risultati un fallimento totale, per Ellis invece si trattò di un grande successo personale, nessuna di queste donne, aveva “chiamato la polizia”, oppure “vomitato”, “nessuna aveva preso un pugnale per tagliarmi le palle”.

In termini stoici, a dire il vero, era un bene che nessuna di quelle conversazioni fosse sfociata in un appuntamento galante, perché un risultato così spettacolare avrebbe potuto rafforzare così indirettamente l’irragionevole convinzione che non ottenerlo sarebbe stato atroce, questo esercizio Ellis lo definì “smantellamento della vergogna”, Ellis sottolineava che l’aspetto peggiore di ogni evento è la tua convinzione infondata che sia terribile, ma bisognava affrontare la realtà, e la realtà è che essere respinti da una donna è indesiderabile ma non terribile.

A. Ellis morì a 93 anni a New York nel 2007.

Contatti

E-mail: fabiodesantispsicologo@gmail.com

Tel.3472404101

Bibiografia: Oliver Burkeman “La legge del contrario” ed. Strade Blu Mondadori.