L’esperimento di Milgram

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L’obbedienza distruttiva

Le ricerche di Milgram sull’ “obbedienza distruttiva” dimostrano che delle persone che in una scala gerarchica vengono posizionate al livello più alto, possiedono un carisma, una potenza persuasiva tale, da influenzare altre persone a svolgere azioni con connotazioni molto gravi verso altri esseri umani.

Questo fenomeno viene chiamato anche obbedienza cieca all’autorità.

Nell’esperimento di  Milgram (1969)  ogni soggetto esaminato doveva somministrare scariche elettriche ad un’altra persona, ogni qual volta questa rispondeva erroneamente a dei quesiti; i soggetti partecipanti all’esperimento, erano stati informati che lo scopo dell’esperimento era legato all’effetto della punizione sull’apprendimento.

L’intensità della scarica veniva aumentata al progredire degli errori. In realtà la vittima era un complice dello sperimentatore, che non riceveva nessuna scarica elettrica, ma fingeva di provare dolore, naturalmente all’insaputa del soggetto esaminato. I risultati furono sbalorditivi: il 62% dei soggetti, istigati dallo sperimentatore aumentava l’intensità della scarica, fino a quando lo sperimentatore non gli diceva di smettere. Poiché tutti i soggetti erano adulti e capaci di intendere e di volere, risultò stupefacente il fatto che obbedissero ciecamente all’autorità, pur essendo consapevoli che questo comportava dolore ad un altro essere umano.

Alla fine dell’ esperimento i soggetti venivano informati sulla vera natura dell’esperimento e venivano intervistati per ascoltare cosa realmente avessero provato, al momento di eseguire l’ordine.

Solamente in pochi si rifiutarono di obbedire, altri che provarono angoscia e senso di ribellione verso l’ordine impartito, non riuscirono comunque a dire di no. Al massimo il soggetto, vincendo la timidezza, si limita ad esternare , in preda ad un intenso conflitto, i suoi dubbi, le sue paure.

Secondo Milgram, il passare dal dubbio, alla ribellione interiorizzata, fino alla ribellione esteriorizzata è un procedimento lungo e complesso che solamente pochi soggetti riescono a compiere.

Alcuni soggetti  con un carattere fortemente autoritario, non sono capaci di empatizzare con i sentimenti della vittima sentendosi deresponsabilizzati, meccanismo psicologico che Zimbardo ha ribattezzato con il termine  di “deindividuazione”.

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